A questo punto mi vedo costretto a fare un ragionamento.
Ha davvero senso dare dimostrazione di ciò che si prova?
Mi spiego meglio.
Considerando che la percezione di ciò che siamo e sentiamo dentro è diversa da persona a persona, di sicuro diversa rispetto a quella che abbiamo noi stessi, e che potrà essere tenuta in conto in maniera più o meno approfondita, con sensibilità o superficialità, con passione o freddezza, apertura incondizionata o chiusura a tenuta stagna, messa al primo posto o addirittura ignorata del tutto, mi chiedo: a cosa serve essere un libro aperto?
Beh, sulle prime, direi a niente. Se non a consegnare il coltello nelle mani degli altri e sollevare anche la maglietta per non sporcarla.
Intendiamoci, non tutti hanno intenzione di sopraffarci per fortuna, ma è come giocare con le carte scoperte.
C'è inoltre il rischio di apparire scontati. Non c'è niente sotto, niente di nascosto o misterioso. Tutto è così come sembra, nel bene e nel male.
Vuoi mettere, invece, ad apparire sempre freddi e distaccati? Quasi disinteressati a tutto quello che ci gira intorno, conservando gelosamente un fuoco rosso dentro, qualcosa che diventa quasi malsano a cui non permettiamo di uscire, se non in poche occasioni nella vita. Vuoi mettere?
Sarebbe come una fusione nucleare. Vivremmo della sua energia ma il tutto avverrebbe sotto controllo e fuori, semplicemente, pace asettica. Vuoi mettere?
Le persone (perché siamo fatti in maniera strana, ammettiamolo) si appiccicherebbero a noi come le mosche al miele, attratte da quella sorta di magnetismo misterioso di kadmoniana natura.
E ad un certo punto, corroborati dalla nostra faccia di bronzo insensibile, potremmo eliminarle. Senza spiegazioni.
"Are you sure you want to delete this person from your life? You will not able to see him/her again in the future."
"YES"
"Pincopallino has been deleted from your life and notified of your decision."
Beh sì, tutto fichissimo. Ma stiamo mettendo da parte due aspetti: dignità ed onestà.
Quanto alla prima, ok, possiamo calpestarla tranquillamente. Basta farlo una volta e poi ci si abitua.
Ma l'onestà no.
Poter affermare di essere stati onesti prima di tutto con sé stessi è un punto che resterà scolpito nel marmo per sempre.
La disonestà resta invece scolpita nella carne.
E allora io sono per il vivere tutto al 100%. Facendo in modo che le parole siano fatti. E dando tutto quello che si ha, una volta intrapresa una strada.
Tenendo sempre bene chiaro in mente che non si gioca con la vita della gente e che nessuno ha in testa i famosi pulsanti "Delete" o "Reset".
Puoi cancellare tutto quello che vuoi, ma non le persone, non le azioni e non i ricordi.

Beh, come non condividere una tale riflessione. Credo che la spontaneità, onestà e semplicità siano alla base di un qualsiasi rapporto tra due esseri viventi. E' dura accettare chi invece è dotato di un cinismo tale da annullare con un solo click di reset nel proprio cervello una persona, ignorando le qualità di cui sopra. Penso però anche che la vita fà uno strano giro, e prima o poi quella persona che con la sua freddezza snobbava quasi beffeggiando chi invece si rapportava a lui\lei come un libro aperto, poi si trovi impantanato\a e perso\a in una storia in cui, stavolta, è l'altra persona ad avere il coltello dalla parte del manico. A questo punto senza saper più cosa fare dinnanzi al capovolgimento dei ruoli, il\la nostro\a beffeggiatore\trice cercherà di cliccare nuovamente quel tasto di Reset per salvarsi, ma stavolta non lo troverà...troverà piuttosto una grossa spia rossa accesa fissa senza possibilità di ripristino, con sotto scritto "ATTENZIONE!! SOFFERENZA IN CORSO".
RispondiEliminaTVB...
MR
Grazie caro per il commento accorato! Beh, in tutta sincerità, non auguro sofferenza a nessuno. Ci mancherebbe. Sarebbe solo bello svegliarsi da un brutto sogno. Un abbraccio!
Elimina