sabato 18 maggio 2013

Più che una preghiera, una sturata d'orecchie

Caro Dio,
sì, sono io. Non abbiamo un ottimo rapporto, lo so. Per carità, io non offendo te, tu non offendi me, ma è vero, mi faccio sentire solo quando ho bisogno di qualcosa.
1-0 per te.
E questa volta non fa differenza, a voler essere onesti fino in fondo.
Guardando fuori dal finestrino, oggi, mentre mi godevo le mie quattro gioiosissime ore di pullman del venerdì, pensavo: 'Ma che cacchio gli costa renderci felici tutti?'
Ovviamente "gli" eri tu. (Posso darti del "tu" vero? Ma sì, lo faccio sempre. E poi con il "voi" non mi trovo benissimo. Quello viene meglio ai napoletani).
Domanda banale, ovviamente.
Poi un susseguirsi prevedibile di pensieri sul libero arbitrio e bla bla bla...
Ok...io sarei anche arrivato ad una conclusione: siamo NOI che dobbiamo provare a rendere felici gli ALTRI. Anzi, per non fare arrabbiare il Maestro Yoda: siamo NOI che dobbiamo rendere felici gli ALTRI.
Benissimo, fantastico! Cominciamo subito...ehm, e se gli altri non ne vogliono sapere di essere resi felici da noi? E se gli altri non hanno nessuna intenzione di rendere felici noi?!
Insomma, vuoi fare qualcosa anche tu?! Sì o no??
Scherzi a parte. Credo che tutti meritino di essere felici, anche i più grandi bastardi.
Io, oggi, guardando fuori dal finestrino, durante il viaggio pieno di letizia, ho deciso di rendere felici gli altri, a partire dalle persone che amo. Se non me lo permetteranno, pensaci tu.
E se ti avanza del tempo, per favore, pensa anche a me.
Grazie.
Tre abbracci in uno.

Claudio

PS: Non ti sembra che con tutta questa pioggia a Roma abbiamo un po' rotto?!

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