Quando sei vittima di una grande ingiustizia, di un torto che ti sconvolge l'esistenza, senza che tu abbia fatto nulla di male, all'improvviso, dopo aver dato tanto, dopo aver dato tutto, hai il sacrosanto diritto di lamentarti con il mondo intero.
Hai il sacrosanto diritto di eliminare le persone coinvolte ed i ricordi dai tuoi giorni.
Hai il sacrosanto diritto di non fidarti più di nessuno.
Hai persino il sacrosanto diritto di odiare.
Nessuno può, né deve solo azzardarsi a criticare i tuoi comportamenti. Sei libero di chiuderti e di aprirti come e quando vuoi. Non devi rendere conto a nessuno.
Unico vincolo: non puoi e non devi vendicarti, né con chi ti ha fatto soffrire, né con il resto del mondo.
La vendetta ti svuota l'anima e ti rende vile.
Non c'è piacere nella vendetta, non c'è giustizia. Quella ormai è andata. Persa.
Se invece sei carnefice ti prendi le tue responsabilità. Tutte.
Come fai ad accorgerti di averle considerate tutte? Proverai vergogna.
Ti sentirai osservato e giudicato anche dalle persone che incontrerai per strada.
La vergogna è una brutta bestia. Ma provarla implica avere una coscienza. Quindi buone notizie.
Dopo la vergogna, assolutamente necessaria, hai due strade percorribili: il silenzio, o il dedicarsi completamente alla persona ferita, cercando di ristabilire quantomeno la dignità.
Se scegli il silenzio non interromperlo mai, a meno che la persona che hai fatto soffrire non sia disposta a cercarti. In questo caso, non infierire, ricordati della vergogna, e dedicati a lei. Merita rispetto e calore.
E non avere mai pretese.
Sei il carnefice, tu non hai diritti.
Ci sono poi i casi misti in cui puoi essere prima carnefice e poi vittima o viceversa.
Se sei stato prima carnefice perdi ogni diritto, anche se se sei vittima a tua volta di un'altra ingiustizia.
Non meriti comprensione. Non cercarne.
Se sei stato prima vittima, tornando a quanto già detto, non devi vendicarti e diventare carnefice a tua volta.
Se lo fai, non meriti comprensione. Non cercarne.
Poi ci sono le persone migliori di tutte. Le vittime che rinunciano ai propri diritti.
Sono rare, ma esistono.

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