giovedì 15 agosto 2013

Tu sei un dio

Quanto siamo strani noi umani. Facciamo di tutto per crearci problemi e convivere con l'ansia di risolverli. Peggio ancora, a volte, combattiamo i nemici sbagliati.
Tentiamo di assassinare la sofferenza colpendo quella che riteniamo esserne la causa, sottovalutando quanto potere sia nelle nostre mani.
Non ci rendiamo conto della forza dei nostri desideri.
La notte scorsa ho aperto gli occhi. Quelli dell'anima che credevo di aver barattato.
E l'eco di una voce lontanissima mi diceva chiaramente: "Tu sei un dio".
Ho riconosciuto quella voce. La riconoscerei in mezzo a diecimila persone parlanti.
Non sono fortissimo con gli odori io, ma con i suoni me la cavo piuttosto bene.
Non si può credere a quella frase. O almeno questo era quello che pensavo. Poi, ho capito.
Chiariamo subito: non mi sono montato la testa, ci mancherebbe. Ma è vero, io sono un dio.
Sono il dio della mia vita.
Oltre alle scelte razionali, coscienti o meno, che determinano situazioni e sentimenti e prove da superare, c'è molto altro.
Si sceglie anche con l'anima e col cuore.
Troppo sdolcinato? Aspettate a dirlo. Non è tutto rose e fiori. Ma c'è tanta bellezza dentro, questo sì.
Ho passato mesi interi ad elemosinare comprensione, aiuti di ogni genere, a volte del tutto fuori luogo, a pregare amici e sconosciuti perché mi ascoltassero, a distribuire un po' del mio dolore in giro come quando tocca a te fare carte. E di comprensione, di aiuti, di ascolto e di pazienza ho fatto il pieno.
Ma tutti, e dico tutti, mi hanno consigliato di ignorare o, se possibile, di cancellare ciò che avevo ed ho dentro. Per non soffrire più.
Sbagliato.
Sbagliatissimo.
Io non ho odio dentro di me. Perché ignorare o cancellare?
Io non ce l'ho con nessuno, sono in pace.
E allora? Ovviamente chiunque potrebbe obiettare chiedendomi se ho ciò che voglio.
La risposta è no. Ancora no.
Ma è proprio questo il punto.
Non ci rendiamo conto della forza dei nostri desideri.
Per tutto questo tempo avevo smesso di desiderare, pensando soltanto a quanto mi mancasse ciò che non avevo. Si tratta, semplicemente, di guardare lo stesso oggetto da un'angolazione opposta.
Perché invece di focalizzarsi sulla sofferenza determinata dalla mancanza di qualcosa o qualcuno non ci si concentra su quanto sarebbe bello ottenerlo o averlo accanto?
I desideri sono potenti, soprattutto quelli di un dio.
E presto sarà Paradiso.



1 commento:

  1. I may have said this before, but this is truly one of your best posts.
    Favorite line, "Desires are powerful, especially those of a god."
    I knew what you meant as you refer to yourself as a god...I am the god of my own confusion, as well. lol
    *bear hug from U S A*

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