C'è quella con un lungo abito scuro, capelli di un nero corvino inesistente in natura, viso pallido, occhi imperturbabili. Con lei non puoi trattare, sussurra fatti lontani ed incontrastabili. Al massimo puoi cercare di ignorarla voltandole le spalle, ma il suo sguardo, seppur non ricambiato, ti penetra costantemente. Si allontana un po' con la luce del giorno e con le dita su un pianoforte, ma qui ed ora, io sono disarmato.
Poi c'è quella castana, vestita di un bordeaux quasi funebre, con gli occhi sempre bassi. Lei non riesce a raccontare alcun fatto, lontano o vicino che sia, poiché l'affetto le ha cucito le labbra. Ciononostante, con il suo sguardo quasi liquido, comunica ogni gesto, ogni passo, ogni tocco. Ed è silenziosamente spietata.
Infine c'è la più longeva delle tre, bionda, bellissima, vestita in jeans e scarpe da ginnastica. Siamo cresciuti insieme io è lei, mi ha accompagnato per anni, anche se si è avvicinata solo in due o tre occasioni fino a sfiorare il mio viso con le labbra. È discreta, silenziosa, ma a suo modo sempre presente, soprattutto quando non ho altri interlocutori.
Sono davanti a me e si tengono per mano ed io, lo ripeto, sono disarmato.

Would you say they represent the known, unknown, and fate?
RispondiEliminagreat writing here my bud!