Noi siamo il risultato quotidiano di una somma che dura anni.
Ogni azione, ogni parola, ogni pensiero, ogni gesto, ogni movimento, ogni sguardo, ogni sospiro, ogni sorriso, ogni espressione, ogni passo, ogni scelta, ogni lacrima, sono frutto della vita vissuta fino ad un secondo prima.
In realtà noi stiamo costruendo il nostro minuto successivo. Sempre.
E' una continua rincorsa, una continua costruzione, un continuo raffinamento.
Ora siamo semplicemente quelli che eravamo ieri, ma con angoli un po' smussati o appuntiti, con un sorriso che mostra un velo di tristezza, o con una risata al posto di ore di litigi che ci sarebbero stati fino ad un anno prima, con un passo più svelto usciti dal lavoro perché torniamo da nostro figlio che due anni fa magari non c'era, con uno sguardo più attento ai problemi della nostra compagna, con più responsabilità, con più rughe, ma per i sorrisi, non per altro.
Continuiamo a sommare e sommare e sommare nuovi elementi.
Alcuni li dimentichiamo, o pensiamo di farlo, ma ci restano appiccicati come i pezzettini del guscio di un uovo sodo che si rompe nelle nostre mani.
Altri elementi non potremo mai dimenticarli, perché figli di errori commessi in passato che non vogliamo si ripresentino più nella nostra vita.
Altri ancora restano perché non possiamo e non potremo più farne a meno, come il sentirsi amati.
"Aaah, che bello!", diceva il mio amico Enzo.
Quanto è bello essere amati. E' vero.
Ti fa camminare sulle nuvole, ti fa sentire invincibile, ti dà forza, coraggio, determinazione e la serenità indispensabile per poter trovare la giusta concentrazione in tutte le altre cose della vita.
E allora, miei cari, amate. Amate più che potete. Amate come se doveste sbrigarvi a farlo, prima che finisca il mondo. Amate come se fosse ciò per cui siamo su questa terra. Amate perché chi amate camminerà sulle nuvole, si sentirà invincibile, avrà forza, coraggio, determinazione e serenità per concentrarsi su tutte le altre cose della vita.
Amate perché è addirittura più bello che essere amati.
E pensare che eravamo partiti bene da una fredda somma.
Devo smetterla con queste romanticherie!

I really like the intro...makes sense to me that we are each of those things, but my favorite line was, "...but there remain stuck as the pieces of the shell of an egg that breaks in our hands."
RispondiEliminaThe fragility of the shell works well here.
Again, buddy, Great Writing.