La verità è che in tutto questo tempo io non ho mai avuto in mano il pallino.
Oggi, a mie spese, l'ho capito.
Piano piano ho dovuto rinunciare a tutto.
Immaginate di dare una forma ed un corpo a tutto ciò che vi piace, tutto ciò che amate, tutto ciò di cui avete bisogno. Immaginate poi di essere seduti a terra, gambe incrociate, con tutte queste "forme" disposte in cerchio attorno a voi. Provate ora a raffigurare una figura non ben definita, un po' fumosa, tetra, della quale non riuscite a scorgere il viso, che appare dall'oscurità, e vi ruba di tanto in tanto una forma, nel momento in cui ne state proteggendo altre.
Una dopo l'altra...fino a quando vi rendete conto di essere rimasti con uno solo dei vostri tesori tra le braccia. Lo stringete forte. Ad occhi chiusi. Respiro affannoso.
Ebbene. Questa terrificante figura non si fa attendere, appare un'ultima volta, vi sibila qualcosa nell'orecchio che vi fa bollire il cervello tra dolori lancinanti. Cercate di resistere, urlate, scalciate. Poi una fitta lungo la spina dorsale. Gli occhi si spalancano, e con loro la bocca. Restate senza fiato. Mollate la presa, e anche l'ultimo dei vostri tesori è perduto per sempre.
Io l'ho provato. Oggi.
Ogni legame, ogni possibilità di condividere anche solo un pensiero, ogni suono, espressione del viso, sorriso o lacrima. Spariti nel nulla.
Qualche giorno fa, quando ancora la eco di cui vi parlavo ieri era udibile ad orecchie ben attente, ho letto una frase che voglio condividere con voi:
Non esiste antidoto al vuoto che ci siamo creati, solo l'illusione di riempirlo con l'inutile e il superfluo.
Buonanotte. Tenete ben stretti i vostri tesori.

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