domenica 9 giugno 2013

Break even point

Ho fatto tardi, lo so. E' praticamente giorno. Ho parlato con un amico fino ad ora. Ne avevamo bisogno entrambi.
Ok. Volevate il fulmine che rompesse lo stallo?
E' arrivato.
Ho 32 anni e non posso più permettermi di giocare. Soprattutto con i sentimenti e con le persone. Soprattutto con i miei sentimenti e con me stesso.
Basta.
Da qualche ora, oltre ad essere ufficialmente solo, decisione presa non da me qualche settimana fa, sono anche praticamente solo. Niente più legami di nessun tipo.
Come detto nel precedente post, il limbo è finito. Adesso si sale o si scende. Mi affido alla poca serenità ritrovata e vado avanti.
Mi dispiace di aver fatto soffrire tantissimo una persona che, spero, un giorno mi perdonerà. Non se lo meritava per la sua costante correttezza e per il suo essere eccezionale. Spero si ricordi di esserlo, perché glielo dissi tante volte.
Mi dispiace di non essere stato abbastanza per un'altra persona che, anche se in pochi mesi, mi ha dato tanto. Io ho fatto tutto il possibile. La sua scelta ha tutta la mia comprensione e le auguro di essere finalmente felice, dopo anni.
Mi dispiace per me, perché ho sofferto e perché difficilmente riuscirò a ritrovare quel pazzo ironico che piaceva alle persone che gli vogliono ancora bene.
La mia vita è cambiata per sempre. Ora lo so per certo.
E' come mettere per la prima volta la mano sulla protesi dopo che ti hanno tagliato una gamba.
Diventa tutto chiaro.
Per cui, grazie a tutti, davvero. Gatsby è morto, gli hanno sparato.
Torna Claudio. E comincia un'arrampicata a mani nude, senza corda di sicurezza.
Chi vuole entrare nella mia vita può farlo tranquillamente. Unica regola da rispettare: sincerità.
Buonanotte o buongiorno, fate voi.
Vi abbraccio tutti.

Claudio







2 commenti: