Ok, esagerata sempre.
Fino a quando avevo poco più di vent'anni, chi mi conosceva abbastanza approfonditamente etichettava questa mia caratteristica con "grande sensibilità". Non era del tutto corretto, o meglio, non era tutto. A valle dei miei comportamenti nel corso degli anni ho compreso che c'era dell'altro.
C'era la passione. Accidenti a lei.
Io vivo di passione. Lo dicono sia i momenti in cui l'ho mortificata, con i miei cali d'umore e i miei musi lunghi, sia quelli in cui l'ho glorificata, con i miei balletti e i sorrisoni da peste quindicenne.
Vivo di passione e con passione. Se mi butto, lo faccio al massimo. Se soffro o sono felice, è al massimo.
Ora, il mio problema, se di problema si può parlare, non è la mia "grande sensibilità", né la mia forte passione. E' il fatto che entrambe non possono convivere, se non generando sensazioni ed emozioni del tutto incontrollabili.
Esempio: la passione ti fa tuffare, acqua fredda o tiepida, scogli o baie del tutto sicure, azzittendo la razionalità utilizzata solo per dare consigli alle altre persone; la sensibilità ti fa sentire completamente il piacere, ma anche il dolore. Rende ancora più intenso ciò che la passione ha già reso incandescente.
Boom!
Non sono strano, sono solo esagerato.
Pardon...

Makes me think, my friend. Here in the deep south we call our passionate family members "eccentric". We do not hide them. We display them.
RispondiEliminaBring on the strange!
(great writing, but I'm coming to expect that from you)
Joe, you're always too kind! Thank you!
EliminaI'm not gonna change myself, you know that! ;)